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A distanza di un anno esatto dall’ultima apparizione sul palcoscenico, gli
attori della Compagnia Amatoriale dell’Associazione Culturale “Arti Visive”
di Rotonda debuttano con un nuovo spettacolo. Il titolo “Ricomincio da…loro
tre” è tutto un programma, che riprende un celebre film di Massimo Trosi.
L’allestimento prevede la messinscena di alcuni dei più celebri sketchs del
gruppo teatrale napoletano “La Smorfia” composto, all’epoca, proprio da
Massimo Trosi, Enzo Decaro e Lello Arena. Uno spettacolo che il gruppo
teatrale rotondese ripesca dal proprio repertorio arricchendolo di nuovi
“scenette”. Infatti, gli attori dell’Acav si erano già cimentati sui testi
del celebre trio di cabarettisti napoletani nel 2003. Oggi, lo spettacolo
che debutterà a Rotonda il prossimo 28 dicembre, si compone di nuovi sktechs
tratti dal teatro di Trosi & co., sempre per la regia di Silvestro Maradei,
che è anche uno degli interpreti insieme a Luigi Caminiti e Luigi Madormo.
Una scenografia ridotta all’essenziale come vuole la migliore tradizione del
teatro di cabaret, farà da cornice al lavoro della compagnia dell’Acav. “San
Gennaro”, “Il Basso”, “La fine del mondo”, “La favola”, “La sceneggiata” e
“La natività”, questi i titoli degli sktechs che compongono la messa in
scena. A trentun’anni dalle prima apparizioni de “La Smorfia”, dunque, lo
spettacolo proposto per gli ultimi giorni dell’anno, vuole essere un omaggio
all’opera di Enzo Decaro, Lello Arena e Massimo Trosi ed alla loro esplosiva
comicità. A quel simpatico trio in grado di portare in giro ed “in onda”
(visto che la celebrità de “La Smorfia” giunse dopo le partecipazioni a
varietà televisivi quali “Non stop”, “La sberla” e “Luna Park”) una
teatralità all’apparenza ingenua, quasi primordiale. Attraverso atti unici
la cui struttura si rifà alla tradizione napoletana di Eduardo e Peppino De
Filippo, o al più farsesco Petito con richiami evidenti al retroterra di
ognuno degli autori. Costumi poveri, ma sontuosamente addobbati dalla
fantasia, colori arrangiati con i reperti del vecchio armadio di casa.
Questi i punti di partenza dei brani di cabaret de “La Smorfia”. Di un
teatro che vuole esprimere anche un amore profondo e completo per la loro
città-mondo, e vuole essere un omaggio al grande Libro della Smorfia che è
l’onirico Libro dei Sogni di Napoli, ma pure riflessione dolente, satira
amara su questa stessa Napoli che non deve smettere di sognare.
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